In quanti ci hanno letto?

venerdì 6 febbraio 2015

GENITORI DI CARTA: L'intelligenza emotiva in famiglia

GENITORI DI CARTA: L'intelligenza emotiva in famiglia:  L'INTELLIGENZA EMOTIVA IN FAMIGLIA. Sviluppare l'INTELLIGENZA EMOTIVA ovvero quella capacità di mettere insieme RAZIONALITÀ ED EMO...

L'intelligenza emotiva in famiglia

 L'INTELLIGENZA EMOTIVA IN FAMIGLIA.
Sviluppare l'INTELLIGENZA EMOTIVA ovvero quella capacità di mettere insieme RAZIONALITÀ ED EMOTIVITÀ per prendere DECISIONI OTTIMALI é fondamentale per creare un RAPPORTO SANO E COSTRUTTIVO con i figli. Essere genitori è una grande esperienza che richiede molte energie specie dal punto di vista EMOTIVO. Oggi più che mai si tratta di una sfida proprio perché si tende a cercare dei modelli educativi originali che rispecchino il più possibile il nostro modo di essere. Le emozioni possono avere delle serie ripercussioni nei vari contesti di appartenenza tra cui la FAMIGLIA, tanto che un genitore TRANQUILLO ha la possibilità di crescere un figlio tranquillo e viceversa un genitore ANSIOSO rischia di trasmettere la sua ansia. Prestare attenzione agli STATI
 EMOTIVI é importante perché essi influenzano profondamente i nostri comportamenti, che sono legati a SCHEMI MENTALI IN CONTINUA EVOLUZIONE. Uno degli schemi tipici negativi che può privare di sensazioni bellissime é proprio quello di nascondere le emozioni per uno ammettere la propria vulnerabilità.
Dunque comprendere le modalità per utilizzare in modo positivo le emozioni é un percorso di crescita saldamente fondato innanzitutto sulla conoscenza di  SÈ STESSI. Nel libro GENITORI EMOTIVAMENTE INTELLIGENTI edito da SIXSECONDS vengono indicate alcune piste di riflessione per superare il pregiudizio che le emozioni siano una debolezza. Ripensate nella giusta prospettiva della risposta FISIOLOGICA a quello che viene percepito intorno a noi si può tranquillamente affermare che : - le emozioni sono REALI; -ognuno può influenzare le proprie emozioni ;-le scelte emotive che facciamo hanno un impatto sia su di noi che sulle altre persone. Quindi  trovare il GIUSTO EQUILIBRIO per affrontare tutto ciò che fa parte delle nostre esperienze sia emotive che razionali, può essere un'occasione EMOTIVA assai importante sia per i genitori che per i figli.Nell'agile libretto viene proposta la prospettiva che:- ci vogliono 6 secondi per gestire la rabbia ;- ci vogliono 6 secondi per provare compassione; - ci vogliono 6 secondi per cambiare il mondo. Questo è il giusto lasso di tempo per passare da una situazione critica ad una reazione equilibrata. Ciò a patto che si sia sviluppata la capacità di trovare la GIUSTA ALTERNATIVA. In famiglia per esempio può  valere la regola DEL BUON SENSO di CONTARE FINO A DIECI PRIMA DI REAGIRE. Un percorso questo che genitori e figli possono facilmente sperimentare insieme . Ogni situazione di CRITICITÀ E CONFLITTO può essere affrontata in modo CREATIVO quando si ė disposti a cercare " UNA ALTERNATIVA". I genitori facendo leva sulla loro maggior esperienza possono insegnare ai propri figli a TROVARE DELLE ALTERNATIVE efficaci per superare schemi preconfezionati. Un semplice metodo per coltivare quella DISPOSIZIONE DELL'ANIMO ad entrare in contatto con gli altri. Si tratta di una preziosa occasione per CREARE UN RAPPORTO SANO E DURATURO, che richiede innanzitutto un atteggiamento allo stesso SEMPLICE ED IMPEGNATIVO: L'ASCOLTO. Purtroppo l'errore comune é quello di limitarsi a " SENTIRE " con il rischio di mescolare informazioni poco accurate a pre- giudizi o a soluzioni pre- confezionate, ma del tutto estranee alle circostanze.
Ascoltare é faticoso e richiede molte energie sia EMOTIVE CHE FISICHE. Tanto per iniziare bene occorre capire quali emozioni stanno provando i figli e a cosa pensano e per questo è bene fare domande e dare meno consigli. Le emozioni se percepite come REAZIONI NORMALI del corpo possono sostenere significativamente i genitori nel proprio compito educativo.
Basta riconoscere: - quali emozioni si stanno privando; - quali alternative si hanno;- cosa é importante fare. Proprio questo stile nell'affrontare le situazioni consente di RIATTIVARE LA PARTE RAZIONALE del PRORPIO modo di essere.
Un percorso di questo tipo consente di considerare i propri figli come PERSONE CON SENTIMENTI, SOGNI E GUSTI PROPRI , con aree di forza e momenti di debolezza assolutamente normali da percepire. Per approfondire queste ed altre tematiche è possibile visitare il sito italiano www.italia.6seconds.org
Bonetti Francesca pedagogista.

venerdì 7 novembre 2014

Associazione italiana dislessia



L'associazione italiana dislessia presenta molte informazioni interessanti all'indirizzo
aiditalia.org
In rete si trova un prezioso documento " Guida alla dislessia per genitori" che si può scaricare gratuitamente nel quale:
* viene spiegato  il contenuto della legge 170/2010 " Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico;
* vengono presentate le linee guida del Decreto attuativo n. 5669 che contiene i DIRITTI DEL BAMBINO DISLESSICO;
* si chiariscono quali percorsi di apprendimento possono essere messi in atto;
* vengono illustrati gli GLI STRUMENTI COMPENSATIVI;
* si esplicitano suggerimenti sul PERCORSO RIABILITATIVO;
* viene affrontato il tema del rapporto tra genitori ed alunni dislessici.


In esso la dislessia viene definita come NEURODIVERSITÀ  e quindi con componente ereditaria e genetica.

In dettaglio a pag. 20 c'è una tabella sui disturbi specifici fino a 12 anni e a pag 21 oltre i 12 anni che inquadrano attentamente le manifestazioni specifiche.

A pag. 36 vi sono utilissimi consigli con particolare riferimento all 'importanza di leggere ad alta voce al proprio figlio per sollevarlo dalla fatica esagerata di utilizzare la TECNICA A SVANTAGGIO DELLA COMPRENSIONE del resto uno dei problemi cardine alla secondaria di primo grado quando si devono affrontare interi capitoli.
A pag. 48-49 viene spiegato il metodo PAIRED READING COME TECNICA DEL LEGGERE INSIEME PER INCORAGGIARE LA LETTURA FINALIZZATA AL PIACERE E LA SIGNIFICATO.

A pag 45-46 si può trovare il panorama degli interventi riabilitativi più efficaci per potenziare le ABILITÀ METAFONOLOGICHE.

A pag 53 sarà possibile trovare la spiegazione del PDP che la scuola deve escuolaprche secondo quanto previsto dalla Legge 170/2010.

Interessante é il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia e la guida relativa ai tempi e alle modalità per assegnare i compiti a casa e da pag 62 la presentazione dettagliata degli STRUMENTI COMPENSATIVI.

Ci sono poi le LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEL 2011 CON LA PRESENTAZIONE DELLE MISURE DISPENSATIVE A PAG 72.

I consigli costituiscono una base di partenza per capire l'importanza del PDP in modo da rilanciare il patto educativo tra scuola e famiglia nella prospettiva della costruzione consapevole del PROGETTO DI VITA. Tutto ciò per affrontare con totale serenità il momento più difficile subito dopo la diagnosi.


venerdì 17 ottobre 2014

Piccoli costruttori di pace crescono

Piccoli costruttori di pace crescono.

Vivere la Pace è un impegno familiare che si costruisce con il dialogo quotidiano, per affrontare di volta in volta le sfide di ogni giorno. Certo i problemi che una famiglia deve affrontare sono diversi, specie quando i figli crescono e non sempre è facile instaurare un dialogo sereno. Ciò per il fatto che ognuno si pone in una situazione di difesa che lascia spazio solo ai propri punti di vista.
Ma la pace è fatta non solo di parole di circostanza perché è vivere pensando a chi si vuole bene, quindi è soprattutto costituita da spazi di vita nei quali recuperare quello che la frenesia di ogni giorno ci porta via, derubandoci di quanto ci appartiene come adulti.
Per questo il cammino verso una pace sostenibile è meno faticoso se giorno dopo giorno ci si abitua a vedere non solo ciò che divide, ma a cogliere quanto può unire, perché solo questo costituisce una fonte inesauribile di energie.
In famiglia è bello vivere la pace dei piccoli gesti quotidiani, dei momenti nei quali ci si aiuta e si collabora per creare un vero luogo di accoglienza.
Nella relazione fra genitori e figli non è tanto importante ciò che i genitori pensano e sanno ma piuttosto valgono quegli atteggiamenti che creano un clima favorevole alla comunicazione.
E’ naturale che questo richieda tempo, disponibilità emotiva ed uno sforzo costante a mettersi nei panni degli fino ad assumere il loro punto di vista.
All’adulto dunque spetta il compito di comprendere le modalità con cui i propri figli esprimono sé stessi.
E’ importante per una pace sostenibile aiutare i propri figli a trovare adeguate modalità per esprimere i propri bisogni, molti dei quali sono uguali a quelli dell’adulto, mentre altri emergono nel corso della crescita come: essere amati, autonomi e percepiti come membri attivi e vitali della propria famiglia.
E’ certamente irrinunciabile riconoscere il valore unico dell’esempio dei genitori in modo da porre i propri figli di fronte a ciò che è moralmente eccellente, già a partire dal quotidiano.

Interessante è a questo proposito il decalogo che la famosa pedagogista e psichiatra Susan Isaacs suggerisce alle mamme:
-Non dire semplicemente “non devi fare questo” se puoi aggiungere “ma fai  quest altro”;
-non chiamarli “capricci” quando si tratta soltanto di cose che disturbano;
-non interrompere qualsiasi cosa faccia il bambino senza dargli il preavviso;
-non “portare” a passeggio il bambino ma vai a passeggio “con” lui ;
-non esitare a fare delle eccezioni alle regole;
-non prendere in giro il bambino e non fare dei sarcasmi: ridi con “lui” e non “di” lui;
-non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo;
-non credere che il bambino capisca ciò che gli dici solo per il fatto che tu lo capisci;
-mantieni le tue promesse e no farle quando sai di non poterle mantenere;
-non mentire e non sfuggire alle domande.

Non bisogna dimenticare che parlare della pace vuol dire innanzitutto considerarla  un valore fondamentale della vita dell'uomo .
Se non si trovano le parole non c'è nessun problema .
É sufficiente  fare da modelli di un comportamento
pacifico.
Una casa pacifica non è una casa senza bisticci o senza sgridate . In una casa pacifica vi sono conflitti, contrasti , difficoltà, momenti di incomprensione, ma tutto viene risolto pacificamente.
Il muso duro, il mutismo , il non dialogo sono la massima espressione di aggressività che possiamo insegnare ai nostri figli.

Cominciare dai bambini.
Se si vuol raggiungere
la vera pace a questo
mondo e se si vuol
condurre una vera
guerra contro la guerra,
bisogna cominciare dai
Bambini.
Se essi crescendo
conserveranno la loro
naturale innocenza,
alla fine ogni lembo
del mondo sarà
ricoperto da quella pace
Di cui, consciamente
O no, il mondo intero
Ha fame.
(M. K. Gandhi).




mercoledì 11 giugno 2014

STELLA CADENTE.

Alcuni desideri si adempiranno
altri saranno respinti. Ma io
sarò passata splendendo
per un attimo. Anche se nessuno
mi avesse guardata
risulterebbe ugualmente giustificato -
per quel lucente attimo -
il mio esistere.

Margherita Guidacci.

Questa é la poesia della giornata della Scuola Amica che si è svolta a Morimondo il 25 maggio.
Il sogno di una scuola che ha incontrato nuovi amici.
Maestra Francesca.

Conversazioni con i genitori.
Educare al progetto di sé i propri figli
Bonetti Francesca









Introduzione
La rivoluzione dei piccoli passi.
Conversazioni con i propri figli. Crescere insieme.
Introduzione.
Nell’epoca della globalizzazione la dimensione valoriale nei rapporti tra i genitori e i figli costituisce un’occasione irrinunciabile per promuovere la comunicazione autentica , che sostiene la libertà di crescere nel rispetto della propria  personalità. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati alla scoperta di sé stessi a partire dalla propria  realtà familiare e sociale senza però lasciare cadere in secondo piano quei principi universali  che sostengono lo sviluppo armonico. Solo così può essere recuperato il profondo valore dell’educazione dei propri figli nel rispetto dell’unicità e del valore dell’altro. Del resto l’assenza di valori limiterebbe l’esperienza sia dei figli che dei genitori alla concretezza del presente , precludendo così la possibilità di scoprire una dimensione più profonda. I giovani del futuro hanno il diritto di avere accanto a sé adulti disposti ad aiutarli a costruire un progetto di vita che li realizzi pienamente. La famiglia in prima persona può comprendere i bisogni e le reciproche differenze dei suoi componenti  grazie al riconoscimento della diversità come valore fondamentale.  Del resto il bisogno di dialogare in maniera efficace per trovare delle risposte coerenti  ai problemi quotidiani è grande. Questa esigenza si radica innanzitutto nella cultura familiare vissuta, che dimostra tutta la sua ricchezza attraverso la comprensione per gli altri e la fiducia, la condivisione di responsabilità, lo stile comunicativo aperto e i comportamenti guidati da profondi valori. I genitori possono aiutare i propri figli a scoprire il profondo valore dei legami che si intrecciano  nella comunità d’appartenenza proprio a partire da un ambiente familiare sereno e disponibile al confronto e al dialogo. Perché come sostiene Levinas la relazione ed il rispetto degli altri, attraverso il riconoscimento del valore dei vari orizzonti di significato, vincono ogni forma di vuoto narcisismo. Solo in questo modo la famiglia può diventare reale risorsa per la comunità. Nuova dignità quindi deve essere riconosciuta ai diritti relazionali attraverso la promozione di alcuni atteggiamenti educativi quali naturali punti di partenza: disponibilità, contenimento, continuità, gratuità degli affetti, presenza non intrusiva degli adulti nei confronti dei figli, coerenza, flessibilità, tempo, ascolto e rispetto.   Per definire la relazione fra genitori e figli possiamo riprendere un’affermazione cara a Francoise Doltò , la più nota ed amata psicoanalista francese, educare significa compiere  una " rivoluzione dei piccoli passi " per richiamare l’attenzione ancora una volta sulla necessità di costruire con pazienza la relazione educativa .Ci insegna la Doltò che i figli sono diversi dagli adulti perché creature in divenire che, per crescere, devono affrontare prove difficili e rischiose e in condizioni normali sono perfettamente attrezzati per farlo. Tuttavia è necessario dar loro fiducia non soffocandoli con attenzioni superflue, interventi inutili e moralismi colpevolizzanti perché la vita stessa è una grande educatrice. Quindi è bene dare il giusto valore alle esperienze più importanti, quelle che mettono in crisi gli equilibri precedenti,ma che permettono di andare avanti , di procedere verso l’autonomia  senza dimenticare che occorre sostenerli con fermezza, disponibilità e generosità.Del resto i figli dipendono dai genitori proprio come un frutto, suggerisce lo psicoterapeuta Sergio Astori dell’Università Cattolica di Milano, cioè qualcosa che pende da un ramo familiare ed è chiamato diventare seme per un’altra pianta. Essendo frutti destinati a cadere hanno bisogno sia di rami vigorosi e fieri che sappiano proteggerli finché non è pronto il volo, sia di rami generosi e disciplinati che diano frutti al loro tempo e non allunghino ombre su altri rami. Ai figli occorre voler bene perché loro sentono l’intensità del legame d’amore e bisogna capirli per farsi rispettare. Solo allora sono disponibili a seguire le orme degli adulti. Il potere che deriva all’adulto dalla dipendenza del bambino non lo impegna ad evitargli ogni difficoltà ed ogni pericolo a costo di sostituirlo. Il genitore non è tenuto a garantirgli solo la felicità, sostiene ancora la Doltò , ma la crescita. E’ vero che il bambino piccolo reclama una dedizione totale, ma progressivamente deve imparare a cavarsela da solo, a trarsi d’impiccio con le sue forze. Per ridimensionare le pretese di un’educazione invadente basta spesso un pizzico d’ironia e un grande senso del destino: “E’ la vita” , si può dire a un bambino che affronta una sofferenza ingiusta ma inevitabile, avendo poi cura di ricostruire con lui tutte le possibilità di soluzione: ce ne sono sempre. L’espressione “E’ per il tuo bene” può risultare immobilizzante se non viene accompagnata da una costante ridefinizione su che cosa sia veramente il bene per i propri figli. Dunque entra i campo quella pacifica rivoluzione che propone un nuovo modo di vivere il rapporto fra adulti e bambini prima nella famiglia e poi nella scuola e nella società.
Questa é l'introduzione del libro che racconterà la nostra esperienza educativa. Anche le vacanze servono per fermarsi e riflettere. Buona lettura. Naturalmente sono graditi i commenti.

venerdì 23 maggio 2014

Il testo della Convezione dei diritti dei bambini

CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
Art.1 Tutte le persone di età inferiore ai diciotto anni godono dei seguenti diritti.
Art.2 Hai diritto a essere protetto/a con- tro ogni discriminazione.
Questo significa che nessuno può trattarti diversamente dagli altri per il colore della pelle, nazionalità, sesso, religione, lingua o perché sei disabile, ricco/a o povero/a.
Art.3 Il tuo superiore interesse deve guidare gli adulti nelle decisioni che ti riguardano.
Art.4 Hai diritto a vedere realizzati i tuoi diritti da parte delle Istituzioni pubbliche (Parlamento, Governo, Scuola ecc).
Art.5 Hai diritto a essere aiutato/a e consigliato/a dai tuoi genitori e dalla tua famiglia.
Art.6 Hai diritto alla vita.
Art.7 Hai diritto ad avere un nome e una nazionalità.
Art.8 Hai diritto ad avere una tua identità.
Art.9 Hai diritto a vivere con i tuoi genitori, a meno che questo non risulti dannoso per la tua crescita.
Art.10 Se vivi in un Paese diverso da quello dei tuoi genitori, hai diritto al ri- congiungimento con loro e a vivere nello stesso luogo.
Art.11 Hai diritto a essere protetto/a per evitare che tu venga allontanato/a dalla tua famiglia e trasferito/a illegalmente all’estero.
Art.12 Hai diritto a esprimere la tua opin- ione su tutte le questioni che ti riguardano. La tua opinione deve essere ascoltata e presa in seria considerazione.
Art.13 Hai diritto ad essere informato/a e ad esprimerti liberamente nel modo che ti è più congeniale (verbalmente, per iscritto ecc), sempre nel rispetto dei diritti degli altri.
Art.14 Hai diritto ad avere le tue idee e a professare la religione che preferisci sotto la guida dei tuoi genitori.
Art.15 Hai diritto a riunirti con i tuoi ami- ci, a partecipare o a fondare associazioni, sempre nel rispetto dei diritti degli altri.
Art.16 Hai diritto ad avere una tua vita privata, anche all’interno della tua famiglia, compreso il diritto ad avere una tua cor- rispondenza privata.
Art.17 Hai diritto a ricevere informazioni provenienti da tutto il mondo, attraverso i media (radio, giornali, televisione) e ad es- sere protetto/a da materiali e informazioni dannosi.
Art.18 Hai diritto ad essere cresciuto/a ed educato/a dai tuoi genitori, nel rispetto del tuo superiore interesse.
Art.19 Hai diritto ad essere protetto/a da ogni forma di maltrattamento, abuso o sfruttamento da parte di chiunque.
Art.20 Hai diritto ad avere protezione e assistenza speciali se non puoi vivere con i tuoi genitori.
Art.21 La decisione di una tua adozione deve essere presa nel tuo superiore inter- esse.
Art.22 Hai diritto a protezione speciale e assistenza nel caso in cui tu sia un rifugia- to/a (ad esempio se provieni da un Paese in guerra).
Art.23 Se sei disabile, mentalmente o fisi- camente, hai diritto ad avere un’assistenza speciale, al fine di renderti autonomo/a e di partecipare pienamente alla vita sociale.
Art.24 Hai diritto alla salute, all’assistenza medica e a ricevere tutte le informazioni necessarie per garantire tale diritto.
Art.25 Hai diritto ad un controllo regolare delle terapie e delle condizioni in cui vivi, qualora tu venga affidato/a a centri di cura o assistenza.
Art.26 Hai diritto ad un sostegno speciale da parte dello Stato se sei in condizioni economiche o sociali disagiate.
Art.27 Hai diritto ad un livello di vita ade- guato. Ciò significa che i tuoi genitori, o
in mancanza lo Stato, dovranno garantirti cibo, vestiti e una casa in cui vivere.
Art.28 Hai diritto ad avere un’istruzione/ educazione.
Art.29 Hai diritto a una educazione che sviluppi la tua personalità, le tue capacità e il rispetto dei diritti, dei valori, delle culture degli altri popoli e dell’ambiente.
Art.30 Se appartieni a una minoranza etnica, religiosa o linguistica, hai diritto a mantenere la tua cultura, praticare la tua religione e parlare la tua lingua.
Art.31 Hai diritto, al riposo, al tempo libero, a giocare e a partecipare ad attività culturali (ad esempio la musica, il teatro e lo sport).
Art.32 Hai diritto a non svolgere lavori pesanti e pericolosi per la tua salute o che ti impediscono di andare a scuola.
Art.33 Hai diritto a essere protetto/a dall’uso e dal traffico di droghe.
Art.34 Hai diritto a essere protetto/a da ogni tipo di sfruttamento e abuso sessuale.
Art.35 Hai diritto ad essere protetto/a per impedire che tu sia rapito/a o venduto/a.
Art.36 Hai diritto a essere protetto/a da ogni forma di sfruttamento.
Art.37 Hai diritto a non subire torture o punizioni crudeli. Se hai commesso un rea- to non puoi essere condannato alla pena di morte o alla detenzione a vita.
Art.38 Hai diritto a essere protetto/a in caso di guerra e, nel caso in cui tu abbia meno di quindici anni, non puoi e non devi essere arruolato/a nell’esercito.
Art.39 Hai diritto a cure appropriate e al reinserimento nella società nel caso in cui tu sia stato/a vittima di abbandono, guerra, tortura, o di qualunque forma di sfruttamento o maltrattamento.
Art.40 Hai diritto a essere adeguatamente difeso/a nel caso in cui tu sia accusato/a o abbia commesso un reato.
Art.41 Hai diritto a usufruire delle leggi nazionali ed internazionali che ti garan- tiscano maggiore protezione rispetto alle norme di questa Convenzione.
Art.42 Hai diritto ad essere informato/a sui diritti previsti da questa Convenzione. Gli Stati devono far conoscere la Con- venzione a tutti gli adulti, i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze.