Vivere la Pace è un impegno familiare che si costruisce con il dialogo quotidiano, per affrontare di volta in volta le sfide di ogni giorno. Certo i problemi che una famiglia deve affrontare sono diversi, specie quando i figli crescono e non sempre è facile instaurare un dialogo sereno. Ciò per il fatto che ognuno si pone in una situazione di difesa che lascia spazio solo ai propri punti di vista.
Ma la pace è fatta non solo di parole di circostanza perché è vivere pensando a chi si vuole bene, quindi è soprattutto costituita da spazi di vita nei quali recuperare quello che la frenesia di ogni giorno ci porta via, derubandoci di quanto ci appartiene come adulti.
Per questo il cammino verso una pace sostenibile è meno faticoso se giorno dopo giorno ci si abitua a vedere non solo ciò che divide, ma a cogliere quanto può unire, perché solo questo costituisce una fonte inesauribile di energie.
In famiglia è bello vivere la pace dei piccoli gesti quotidiani, dei momenti nei quali ci si aiuta e si collabora per creare un vero luogo di accoglienza.
Nella relazione fra genitori e figli non è tanto importante ciò che i genitori pensano e sanno ma piuttosto valgono quegli atteggiamenti che creano un clima favorevole alla comunicazione.
E’ naturale che questo richieda tempo, disponibilità emotiva ed uno sforzo costante a mettersi nei panni degli fino ad assumere il loro punto di vista.
All’adulto dunque spetta il compito di comprendere le modalità con cui i propri figli esprimono sé stessi.
E’ importante per una pace sostenibile aiutare i propri figli a trovare adeguate modalità per esprimere i propri bisogni, molti dei quali sono uguali a quelli dell’adulto, mentre altri emergono nel corso della crescita come: essere amati, autonomi e percepiti come membri attivi e vitali della propria famiglia.
E’ certamente irrinunciabile riconoscere il valore unico dell’esempio dei genitori in modo da porre i propri figli di fronte a ciò che è moralmente eccellente, già a partire dal quotidiano.
Interessante è a questo proposito il decalogo che la famosa pedagogista e psichiatra Susan Isaacs suggerisce alle mamme:
-Non dire semplicemente “non devi fare questo” se puoi aggiungere “ma fai quest altro”;
-non chiamarli “capricci” quando si tratta soltanto di cose che disturbano;
-non interrompere qualsiasi cosa faccia il bambino senza dargli il preavviso;
-non “portare” a passeggio il bambino ma vai a passeggio “con” lui ;
-non esitare a fare delle eccezioni alle regole;
-non prendere in giro il bambino e non fare dei sarcasmi: ridi con “lui” e non “di” lui;
-non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo;
-non credere che il bambino capisca ciò che gli dici solo per il fatto che tu lo capisci;
-mantieni le tue promesse e no farle quando sai di non poterle mantenere;
-non mentire e non sfuggire alle domande.
Non bisogna dimenticare che parlare della pace vuol dire innanzitutto considerarla un valore fondamentale della vita dell'uomo .
Se non si trovano le parole non c'è nessun problema .
É sufficiente fare da modelli di un comportamento
pacifico.
Una casa pacifica non è una casa senza bisticci o senza sgridate . In una casa pacifica vi sono conflitti, contrasti , difficoltà, momenti di incomprensione, ma tutto viene risolto pacificamente.
Il muso duro, il mutismo , il non dialogo sono la massima espressione di aggressività che possiamo insegnare ai nostri figli.
Cominciare dai bambini.
Se si vuol raggiungere
la vera pace a questo
mondo e se si vuol
condurre una vera
guerra contro la guerra,
bisogna cominciare dai
Bambini.
Se essi crescendo
conserveranno la loro
naturale innocenza,
alla fine ogni lembo
del mondo sarà
ricoperto da quella pace
Di cui, consciamente
O no, il mondo intero
Ha fame.
(M. K. Gandhi).
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