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venerdì 11 aprile 2014

Il dialogo in famiglia

Saper ascoltare e comunicare. I genitori possono creare le migliori condizioni per sperimentare il valore stesso della felicità come impegno da costruire giorno dopo giorno lontano dai falsi miti proposti dalla cultura di massa. Ma una vera condivisione, rispettosa dei vissuti personali implica innanzitutto la capacità di ASCOLTARE. Ciò necessita di profonda calma per percepire non solo le parole che troppo spesso nascondono i significati più veri, ma anche il linguaggio del CORPO e soprattutto del SILENZIO. L'ascolto diventa un valore quando consente di entrare in contatto con i SENTIMENTI più profondi, le emozioni pù difficili da esprimere e le paure inconfessabili. Poichè non sempre i figli sono disponibili a comunicare con chiarezza i propri sentimenti occorre aiutarli assicurando loro lo SPAZIO ed il TEMPO necessari affinchè ciò possa avvenire. Ma soprattutto bisogna combattere la perenne mancanza di tempo dovuta alle tante difficoltá della vita quotidiana ed anche la paura legata ai problemi. Saper ascoltare presuppone anche saper COMUNICARE in modo AUTENTICO. La comunicazione come l'ascolto risulta essere molto complessa quando tiene conto delle INCLINAZIONI PERSONALI perché implica non solo attenzione al LINGUAGGIO VERBALE ma anche a quello GESTUALE. Il secondo è sicuramente più immediato ed esprime meglio le emozioni perchè meno sottoposto al controllo della volontá. Ma nella comunicazione in generale è fondamentale che non ci sia contraddizione tra i due linguaggi altrimenti rischia di risultare confusa. Anche in questo caso è necessario che ci sia da parte dell'adulto chiarezza e univocitá, i figli hanno bisogno di percepire che i genitori sanno capire a fondo le proprie esigenze e sono in grado di rassicurarli. Creare un ambiente favorevole alla comunicazione vuol dire sostanzialmente permettere loro di esprimere tutto quanto sentono e di consigliarli come se ci si mettesse nei loro panni. Solo così i giovani possono scoprire il valore della" DIMENSIONE DELL'ESSERE " (Fromm) che consiste nella valorizzazione di sè e nella condivisione con gli altri per promuovere la propria identitá. Maestra Francesca.

Raccontami una storia

Raccontami una storia. Le storie di tutti i tempi, della tradizione e moderne, racchiudono in sé un valore profondo. Con le parole della fantasia e modi coinvolgenti possono chiarire i molti perché della vita, ma soprattutto sanno creare un legame profondo tra chi legge e chi ascolta. Rainer Maria Rilke non solo scrisse racconti famosi quale risposta alle domande su Dio, ma aggiunse al titolo “Le storie del buon Dio” il sottotitolo: “Raccontare ai grandi perché lo riferiscano ai piccoli”. Il narrare come il raccontare implicano sempre uno stare insieme ad una persona cara, in un rapporto affettivo intenso come quello che si può stabilire con un familiare. I genitori, i nonni, i fratelli maggiori più di ogni altro posseggono le doti del buon narratore, ovvero di colui che è capace di trasformare una storia in una straordinaria avventura a due. Ma perché tutto questo possa diventare un’esperienza unica gli adulti devono avere la pazienza di ascoltare soprattutto le domande inespresse, con il gusto di riscoprire il bambino di un tempo dentro di sé, lasciandosi coinvolgere nella storia che si sta raccontando. Tutto ciò per costruire un reale ponte tra persone unite da un profondo legame di affetto, che percorrono un tratto di strada insieme mano nella mano. Dice bene Martin Buber: “Non ne sapevo niente di libri quando sono nato nel grembo di mia madre, e voglio morire senza libri, stringendo una mano. E’ vero che a volte chiudo la porta della mia stanza e mi immergo in un libro, ma solo perché posso riaprirla e c’è una persona che ha lo sguardo verso di me”. La mano, lo sguardo di una persona vera che racconta, con il bagaglio di tutte le sue esperienze, di tutte le sue idee sul mondo, di tutti i suoi sentimenti, sono una presenza impagabile che nessun apparecchio può sostituire. Le risposte rassicuranti che si possono dare con le parole della fantasia possono lasciare un impronta che durerà a lungo. Siano dunque fiabe, miti, poesie, romanzi, parabole o storie sacre, sono sempre il simbolo e la metafora della vita di tutti i giorni, con i suoi momenti felici e difficoltosi, ma soprattutto con la speranza per un futuro migliore. Anche se raccontate mille volte possono sempre riservare emozioni inattese, perché ogni volta sanno trovare una risposta diversa ai grandi interrogativi. Sono le storie che il tempo impara a conservare rendendole eterne, le uniche capaci di lasciare un segno profondo nella vita non solo di chi le dona, ma anche di chi le riceve. Perché come sostiene lo scrittore Barthes: “Ogni racconto comincia con la storia stessa dell’umanità; non esiste e non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti”. Maestra Francesca.

I bambini e la poesia.

La poesia ancora oggi può costituire un mezzo efficace per sviluppare la CREATIVITÀ E LA FANTASIA in virtù della libertà e del gioco che la caratterizzano. Con la poesia si può nutrire la fantasia anche con il RITMO, LA RIMA , LA PIACEVOLEZZA DELLA PAROLA E LE IMMAGINI. La poesia é una sorta di incantesimo grazie al quale le cose più comuni possono diventare oggetti fantastici per rendere la REALTÀ UNA SORTA DI FAVOLA. Nella poesia oggetti, animali, le piante, la luna le stelle si comportano e sentono come gli esseri umani . La molteplicità dei significati, il saper parlare di gioie, di oggetti, di persone e fatti storici, di sofferenze e di speranze, di lotte e di pace la rende ancora oggi uno strumento efficace. Testo tratto dalla poetessa Rossella Grenci della quale invitiamo a visitare la pagina su internet. WWWrossellagrenci.com o su Twitter @RossellaGrenci. Nella nostra biblioteca scolastica genitori sarà possibile trovere testi per la lettura in famiglia di poesie tra cui i testi della delicata poetessa Viviana Lamarque e Della famosissima poetessa Maria Luisa Spaziani. Maestra Francesca.

giovedì 10 aprile 2014

Decalogo del perfetto genitore.

Offriamo a tutti i genitori il Decalogo del genitore perfetto tratto dal volume di Marie Claire Duco, Papá, mamma la scuola ed io, edizioni Magi
1 Abbiate il coraggio di dire "no" al bambino : non cedete pensando che , in fin dei conti,il suo rendimento scolastico è una cosa che riguarda soltanto lui;
2 Rispettate e fate rispettare il contratto stipulato con lui, senza eccezioni: " Mi farai vedere il tuo diario tutti i giorni. Prenderò un appuntamento con il tuo insegnante, se necessario";
3 Trovate il modo di manifestare il vostro interessamento e sostegno: "chiamami in ufficio se hai bisogno";
4 Preferite il compromesso al conflitto : "Studia fino alla tal ora , ripetimi la lezione e poi guarderemo insieme la televisione";
5 Non pensate che un problema sia insolubile ; in compenso , può essere posticipato: " ne parleremo con tuo padre o la tua maestra "
6 Non squalificate la scuola in presenza del bambino : è preferibile che si assuma la responsabilità delle proprie azioni e se necessario incontrate l'insegnante per parlarne;
7 Non drammatizzate , ascoltate e dialogate prima di qualsiasi altra cosa: "raccontami cosa è successo"
8 Non fate paragoni tra lui e un bambino più bravo di lui , estraneo alla famiglia, o con il fratello e la sorella : Prendi esempio da tua sorella, è più piccola di te, eppure..."
9 Non fate le cose al posto suo, ma mostratevi disponibili ad aiutarlo:" Guarda sul dizionario , cambia metodo";
10 Fate della scuola un vostro alleato condividendo con essa le vostre preoccupazioni: andate alle riunioni, presentatevi ai colloqui e contattatela al minimo problema.

In sostanza come dice il neuropsichiatra Giovanni Bollea la famiglia è una specie di rete che ha un enorme valore psicologico perché la vita dei giovani è molto più problematica che in passato :"troppi stimoli, troppe necessità , troppe incertezze e troppi vuoti da colmare. È quella rete tesa che ti fa rimbalzare , per poi scendere tranquillamente a terra, perché sai che , infine, c'è chi ti sta aspettando, con i suoi elementi semplici, essenziali al tuo ben vivere, con il suo codice segreto non riproducibile da altri , con le sue mancanze e le sue debolezze, a volte addirittura avvolgenti ed atroci oppure frenanti e , comunque, necessarie ad una reale crescita e maturazione dell'Io per quanto fragile e precario" .
Maestra Bonetti Francesca.

Verso una scuola amica.



Crescere a piccoli passi esperienze di cittadinanza attiva.

Nell’epoca della globalizzazione la dimensione valoriale della scuola può costituire un’occasione irrinunciabile per promuovere una comunicazione autentica in grado di garantire la libertà necessaria ad esprimere le differenze. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati alla scoperta della propria realtà socio- culturale senza però lasciar cadere in secondo piano quei principi universali, alla base della pacifica convivenza, che consentono di vincere pregiudizi ed atteggiamenti di chiusura. Pertanto la scuola ha il dovere di mettere in campo una particolare azione a favore dell’educazione
all’intercultura, alla mondialità, alla pace, alla legalità, alla solidarietà, alla salute, al rispetto delle pari opportunità uomo-donna e dell’ambiente  non solo attraverso  conoscenze , ma soprattutto grazie  all’apertura alle varie espressioni dell’umanità. Solo così può essere recuperato il fine ultimo dell’esperienza scolastica: la formazione dell’uomo in generale. Tra i principali obiettivi dunque va riconosciuto un posto di primo piano alla riscoperta del significato profondo dell’esistenza attraverso rapporti interpersonali in grado di far sperimentare l’unicità ed il valore dell’altro. I giovani del futuro hanno il diritto di avere accanto a sé degli adulti disposti ad aiutarli a costruire un progetto di vita capace di superare facili strumentalizzazioni. La scuola come naturale ambiente d’apprendimento può sostenere concretamente la comprensione dei bisogni e delle reciproche differenze grazie al riconoscimento della diversità come valore fondamentale. Solo in questo modo l’educazione
interculturale può andare oltre qualsiasi forma di innovazione scolastica per aprirsi alla prospettiva
dell’umanesimo che valorizza la differenza in quanto possibilità di arricchimento  dell’identità personale. I ragazzi devono dare il giusto valore al rapporto con l’altro attraverso relazioni autentiche che sappiano sostenere il dialogo,l’interazione e la gestione della pluralità a vantaggio della crescita
personale. Il  progetto educativo che presenta queste caratteristiche si apre a “ nuovi orizzonti”in
quanto favorisce lo sviluppo di tutte le persone e valorizza gli aspetti di tutte le culture. In particolare promuove la capacità di vivere una “nuova cittadinanza” nel rispetto dell’uomo, della persona e della sua vocazione alla vita comunitaria. Tra gli obiettivi di primaria importanza: il rispetto delle differenti identità culturali, la promozione di atteggiamenti di reciprocità come occasione di crescita umana, la disponibilità a condividere valori ed ideali. In una società multiculturale vanno ricercate le strategie per favorire l’incontro significativo ed il dialogo al fine di formare un nuovo atteggiamento nei confronti dell’altro in modo tale che i valori come giustizia, eguaglianza e dignità umana possano divenire fatto  fattori unificanti della cultura. Il progetto SCUOLA amica promosso dall' UNICEF  ha consentito alla scuola primaria di Besate di rafforzare esperienze di cittadinanza attiva promosse negli scorsi anni.Alla base della progettazione delle attività il rispetto per la convivenza pacifica riconoscendo come finalità principale l’integrazione dei bambini nell’ambiente scolastico di accoglienza con il diritto a sperimentare la cultura della pace. In particolare è stata posta l’attenzione sulle condizioni interiori che facilitano la comunicazione, la pacifica convivenza ed il reciproco
arricchimento nei bambini  con diverse identità culturali e differenti esperienze personali attraverso la preparazione della festa di Natale presentata ai genitori il 19 dicembre.  La scuola si è rivelata una sede privilegiata per l’alfabetizzazione interculturale in quanto ambiente d’apprendimento nel quale si vive l’esperienza della prolungata vicinanza tra persone che hanno origini profondamente diverse
per cultura, religione  provenienza socio-economica. L’esperienza nel suo complesso ha puntato su alcune soluzioni educative che si sono rivelate un patrimonio per l’intera comunità come l’organizzazione di momenti di lavoro a gruppi per la preparazione dei temi da presentare, la condivisione dei contenuti elaborati classe per classe e la stretta collaborazione fra genitori ed insegnanti attraverso la sezione genitori della biblioteca scolastica a sostegno della genitorialità consapevole per la preparazione la gestione degli stand per la raccolta dei fondi da destinare
all'Unicef. Dunque tra le  finalità del progetto ed in particolare le scelte compiute per i primi passi, lapreparazione della festa di Natale sul tema della pace, oltre all’acquisizione di conoscenze e competenze curricolari trasversali, ha valorizzatol’educazione al saper essere e al sapersi relazionare.
Tutto ciò si ricollega idealmente ai “quattro pilastri dell’educazione” espressi da Jacques Delors nel
Rapporto dell’Unesco “Nell’educazione un tesoro”: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare ad essere.
Una scuola che si propone di puntare sull’autentica comunicazione formativa, potrà affrontare in maniera efficace il delicato rapporto tra culture ed il sostegno alla costruzione al progetto di vita.
Il quotidiano lavoro educativo ha consentito di sperimentare buone relazioni scolastiche attraverso l’apprendimento dei valori dell’amicizia e dell’accoglienza come sottolinea anche il progetto.Si è cercato in sostanza di offrire un momento di riflessione ai genitori riuniti proprio sul riconoscimento della persona come portatori che di autentici valori di convivenza attiva e di rispetto reciproco.
Le insegnanti della scuola primaria di Besate.













mercoledì 9 aprile 2014

I bambini imparano ciò che vivono

I bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi .

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Dorothy Nolte.

Dalle insegnanti uno spunto di lettura per tutti i bambini.

GENITORI DI CARTA: Scuola amica per una cittadinanza attiva

GENITORI DI CARTA: Scuola amica per una cittadinanza attiva su Facebook la pagina di approfondimento su Dorothy Nolte.

Scuola amica per una cittadinanza attiva

Viviamo l'epoca della comunicazione globale nella quale i limiti di spazio e di tempo lasciano il posto  ad una dimensione virtuale da ricreare a proprio piacimento . Tuttavia l'innovazione tecnologica va vista nella sua giusta dimensione come strumento al servizio della società . Si deve superare la tendenza a ridurre la comunicazione ad un semplice strumento di trasmissione dei messaggi. Occorre riscoprire il suo profondo potenziale ovvero la possibilità di dare un senso alla vita di ciascuno di noi nella prospettiva del bene comune.
E allora spazio alla creatività , alla libertà e non ultima all'autenticità delle reti comunicative a partire proprio dalla famiglia che per prima aiuta i ragazzi ad affacciarsi al mondo degli adulti . In modo creativo possono essere fatte nuove esperienze di vita, capaci di rinnovare costantemente i gesti quotidiani. Solo in questo modo l'incontro tra persone anche con diverse identità può diventare un bene assoluto.
Una comunicazione autentica consentirà di superare l'esclusivo punto di vista di sè stessi per lasciare spazio ad altre prospettive storiche e alla costruzione di nuove occasioni di vita. Ciò può costituire un notevole arricchimento culturale che trova il suo naturale compimento nel rispetto delle risorse a vantaggio di tutti lungo un percorso che si allarga dalla famiglia alla società. 
Queste sono in sostanza le basi per l'educazione alla pace ed alla citadinanza consapevole, vissuta nel rispetto dei diritti e dei doveri propri di ogni cittadino nella prospettiva dell'accoglienza e della sobrietà .
Maestra Bonetti Francesca.