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giovedì 10 aprile 2014

Verso una scuola amica.



Crescere a piccoli passi esperienze di cittadinanza attiva.

Nell’epoca della globalizzazione la dimensione valoriale della scuola può costituire un’occasione irrinunciabile per promuovere una comunicazione autentica in grado di garantire la libertà necessaria ad esprimere le differenze. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati alla scoperta della propria realtà socio- culturale senza però lasciar cadere in secondo piano quei principi universali, alla base della pacifica convivenza, che consentono di vincere pregiudizi ed atteggiamenti di chiusura. Pertanto la scuola ha il dovere di mettere in campo una particolare azione a favore dell’educazione
all’intercultura, alla mondialità, alla pace, alla legalità, alla solidarietà, alla salute, al rispetto delle pari opportunità uomo-donna e dell’ambiente  non solo attraverso  conoscenze , ma soprattutto grazie  all’apertura alle varie espressioni dell’umanità. Solo così può essere recuperato il fine ultimo dell’esperienza scolastica: la formazione dell’uomo in generale. Tra i principali obiettivi dunque va riconosciuto un posto di primo piano alla riscoperta del significato profondo dell’esistenza attraverso rapporti interpersonali in grado di far sperimentare l’unicità ed il valore dell’altro. I giovani del futuro hanno il diritto di avere accanto a sé degli adulti disposti ad aiutarli a costruire un progetto di vita capace di superare facili strumentalizzazioni. La scuola come naturale ambiente d’apprendimento può sostenere concretamente la comprensione dei bisogni e delle reciproche differenze grazie al riconoscimento della diversità come valore fondamentale. Solo in questo modo l’educazione
interculturale può andare oltre qualsiasi forma di innovazione scolastica per aprirsi alla prospettiva
dell’umanesimo che valorizza la differenza in quanto possibilità di arricchimento  dell’identità personale. I ragazzi devono dare il giusto valore al rapporto con l’altro attraverso relazioni autentiche che sappiano sostenere il dialogo,l’interazione e la gestione della pluralità a vantaggio della crescita
personale. Il  progetto educativo che presenta queste caratteristiche si apre a “ nuovi orizzonti”in
quanto favorisce lo sviluppo di tutte le persone e valorizza gli aspetti di tutte le culture. In particolare promuove la capacità di vivere una “nuova cittadinanza” nel rispetto dell’uomo, della persona e della sua vocazione alla vita comunitaria. Tra gli obiettivi di primaria importanza: il rispetto delle differenti identità culturali, la promozione di atteggiamenti di reciprocità come occasione di crescita umana, la disponibilità a condividere valori ed ideali. In una società multiculturale vanno ricercate le strategie per favorire l’incontro significativo ed il dialogo al fine di formare un nuovo atteggiamento nei confronti dell’altro in modo tale che i valori come giustizia, eguaglianza e dignità umana possano divenire fatto  fattori unificanti della cultura. Il progetto SCUOLA amica promosso dall' UNICEF  ha consentito alla scuola primaria di Besate di rafforzare esperienze di cittadinanza attiva promosse negli scorsi anni.Alla base della progettazione delle attività il rispetto per la convivenza pacifica riconoscendo come finalità principale l’integrazione dei bambini nell’ambiente scolastico di accoglienza con il diritto a sperimentare la cultura della pace. In particolare è stata posta l’attenzione sulle condizioni interiori che facilitano la comunicazione, la pacifica convivenza ed il reciproco
arricchimento nei bambini  con diverse identità culturali e differenti esperienze personali attraverso la preparazione della festa di Natale presentata ai genitori il 19 dicembre.  La scuola si è rivelata una sede privilegiata per l’alfabetizzazione interculturale in quanto ambiente d’apprendimento nel quale si vive l’esperienza della prolungata vicinanza tra persone che hanno origini profondamente diverse
per cultura, religione  provenienza socio-economica. L’esperienza nel suo complesso ha puntato su alcune soluzioni educative che si sono rivelate un patrimonio per l’intera comunità come l’organizzazione di momenti di lavoro a gruppi per la preparazione dei temi da presentare, la condivisione dei contenuti elaborati classe per classe e la stretta collaborazione fra genitori ed insegnanti attraverso la sezione genitori della biblioteca scolastica a sostegno della genitorialità consapevole per la preparazione la gestione degli stand per la raccolta dei fondi da destinare
all'Unicef. Dunque tra le  finalità del progetto ed in particolare le scelte compiute per i primi passi, lapreparazione della festa di Natale sul tema della pace, oltre all’acquisizione di conoscenze e competenze curricolari trasversali, ha valorizzatol’educazione al saper essere e al sapersi relazionare.
Tutto ciò si ricollega idealmente ai “quattro pilastri dell’educazione” espressi da Jacques Delors nel
Rapporto dell’Unesco “Nell’educazione un tesoro”: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare ad essere.
Una scuola che si propone di puntare sull’autentica comunicazione formativa, potrà affrontare in maniera efficace il delicato rapporto tra culture ed il sostegno alla costruzione al progetto di vita.
Il quotidiano lavoro educativo ha consentito di sperimentare buone relazioni scolastiche attraverso l’apprendimento dei valori dell’amicizia e dell’accoglienza come sottolinea anche il progetto.Si è cercato in sostanza di offrire un momento di riflessione ai genitori riuniti proprio sul riconoscimento della persona come portatori che di autentici valori di convivenza attiva e di rispetto reciproco.
Le insegnanti della scuola primaria di Besate.













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